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L’aumento dei casi di ansia in adolescenza è un fenomeno complesso, influenzato dafattori sociali, culturali, tecnologici e biologici.

Tra tutte le fasi della vita di una persona, l’adolescenza incarna forse il periodo di stravolgimenti più significativi in assoluto e ciò riguarda non solo quelli fisici ma, anche quelli emotivi e psicologici. L’aumento del vissuto di ansia tra gli adolescenti è un fenomeno complesso, influenzato da fattori sociali, culturali, tecnologici e biologici. Comprendere queste cause è il primo passo per offrire ai ragazzi gli strumenti e il supporto di cui hanno bisogno per navigare le sfide del mondo moderno. Molti adulti, sia nel ruolo di genitori che in quelli di insegnanti si interrogano se l’aumento dei fenomeni ansiosi mostrata dagli adolescenti di oggi sia realmente sintomo di un disturbo mentale o se invece sia normale sviluppare un tale vissuto di fronte a così tanti cambiamenti inaspettati e nuovi ritmi che non aspettano più i tempi di nessuno. In questo articolo ci fermeremo a chiederci se l’ansia in adolescenza sia un fenomeno fisiologico o se invece si presenta come di un vero campanello d’allarme.

L’adolescenza: un periodo di tempesta emotiva

Strizzando il solito l’occhio alla neurobiologia è doveroso ricordare che durante l’adolescenza, il cervello subisce una significativa riorganizzazione, specialmente nella corteccia prefrontale (responsabile del controllo degli impulsi e della pianificazione) e nel sistema limbico (coinvolto nelle emozioni). L’adolescente è travolto da emozioni incontrollate e nuove forme di elaborazione cognitiva che non sempre riesce a organizzare in modo graduale e armonico. Se a questo ci si trovano associati anche fattori di sviluppo traumatico dell’adolescente, allora il rischio di sviluppare un disturbo d’ansia e oltre, è più elevato.

Uno studio di Casey et al. (2008) ha dimostrato che lo sviluppo asincrono di queste aree rende gli adolescenti più sensibili allo stress e alle emozioni intense.  Spesso le reazioni impulsive, o gli sbalzi d’umore possono raggiungere intensità pari quegli uragani radono al suolo tutto ciò che incontrano. Quindi no, non è sempre colpa dei genitori.

Aggiungiamoci anche una dose imponente di fattori ormonali, tra cui il cortisolo (ovvero “ormone dello stress”) e gli ormoni sessuali che influenzano l’umore e la risposta allo stress.  Una miscela esplosiva.

Ansia di stato vs Ansia di tratto

Come avevamo glia visto nell’articolo sull’ansia, esiste una differenza tra quella cosiddetta di stato e quella di tratto. L’ansia di stato è temporanea e legata a situazioni specifiche (es. un esame, una performance), mentre l’ansia di tratto è una caratteristica più stabile della personalità.  Esiste un’indole in ognuno di noi e come ogni creatura animale vi sono persone più sensibili e tendenti all’iper-arousal (iper eccitabilità), mentre alcune altre sono più placide e rilassate. Per fare un semplice paragone, pensiamo alle razze canine: un Sanbernardo avrà un’indole più placida di un Jack Russel, eppure sono sempre cani. Così avviene anche nel mondo umano in cui possiamo distinguere personalità più calme da quelle più “eccitabili” e non sempre si nasconde un tratto patologico dietro a ciò.

L’Ansia come meccanismo adattativo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 10-20% degli adolescenti sperimenta disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzata o il disturbo da attacchi di panico. 

Per quanto destabilizzante e spiacevole possa essere questa condizione di ansia, conserva in realtà una sua funzione adattiva. L’adolescente affronta sfide più complesse rispetto all’infanzia, sia nel rapporto con gli altri, che nel suo mondo interiore.

Cerca l’appartenenza a un gruppo di pari, esterno all’ambiente famigliare ma allo stesso tempo cerca di delineare la propria identità. Questo tentativo di auto definizione va inoltre contestualizzata nel fenomeno della moderna tecnologia in cui ci si espone volontariamente o involontariamente al continuo confronto con gli altri in rete, ecco che è naturale riscontrare dentro sé stessi sentimenti di inadeguatezza, di comparazione e bassa autostima. Venendo meno le certezze dell’infanzia, e in fondo la sua semplicità, e aumentando il livello di stress comparativo, sentirsi sopraffatti dall’ansia risulta essere una conseguenza attesa, e anche molto comprensibile.

Quando l’ansia diventa un problema 

Esistono tuttavia dei segnali di allarme in merito all’ansia in adolescenza che devono essere presi in considerazione quando si manifestano secondo alcuni criteri.

Per esempio, se l’ansia è costante, intensa e porta a evitamento o ritiro sociale e scolastico, potrebbe essere il momento di cercare aiuto.  Molti ragazzi tendono a non condividere la loro preoccupazioni per non apparire fragili o eccessivamente “lagnosi”; quindi, non sempre è possibile scorgere tali segnali.

Come gestire l’ansia in adolescenza

Strategie per i ragazzi: 

  • Imparare a respirare correttamente: oggi basta un buon tutorial su YouTube in inglese ma con sottotitoli
  • Mantenere uno stile di vita equilibrato (sonno, alimentazione)
  • Limitare la presenza e l’esposizione ai social network
  • Darsi degli obiettivi reali, concreti
  • Dedicarsi a uno sport in modo continuativo

Come possono aiutare genitori e insegnanti: 

  • Creare un ambiente supportivo e non giudicante 
  • Incoraggiare la comunicazione aperta
  • Smettere di paragonare “i nostri tempi” con i loro

Quando cercare un professionista

Se l’ansia persiste o peggiora e si notano chiari segnali di disagio con i comportamenti elencati più sopra, è opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta ed eventualmente a uno psichiatra. 

 

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